28 gennaio 2026

Il fallimento della dottrina di Difesa occidentale

L'Ucraina ha smascherato ogni presupposto formulato in 30 anni dalle Forze Armate occidentali: la dottrina scritta da persone che non perdono una guerra da trent'anni e da chi non combatte da venti si scontra con una realtà davvero diversa da quanto ipotizzato da chi era un tempo ritenuto competente.

Lo scorso 24 febbraio 2022, seduti nei loro uffici climatizzati, sicuri di sé come l'inferno, gli analisti militari occidentali hanno visto le truppe russe invadere l'Ucraina.
Per loro, il presupposto era quello che loro ritenevano logico.
Si sbagliavono: è evidente.
Per loro, la sceneggiatura era scritta, perchè avevano già visto questo film: sganciare bombe sulle difese aeree per 48-96 ore, stabilire quella che chiamano affettuosamente "superiorità aerea", che nel gergo USA/NATO significa "noi possediamo il cielo e voi siete fottuti", poi sedersi e guardare le forze terrestri fare il loro lavoro.
La replica di Iraq '91, Jugoslavia '99, Afghanistan '01, Iraq '03.
Tutto previsto, puntuale come un orologio.
L'unica variabile era la velocità con cui l'aviazione ucraina si sarebbe trasformata in un costoso ammasso di rottami.

L'intero manuale occidentale post-Guerra Fredda dava per scontato che questo fosse il modo in cui si sarebbe combattuta la guerra moderna.
Attenzione!
Non come avrebbe avrebbe potuto essere: proprio come doveva andare.
Loro hanno pensato questo e non li ha mai sfiorati il dubbio di avere sbagliato qualcosa.
No, tempo presente e verità universale: come la accelerazione di gravità.

Due settimane dopo, i loro manuali erano stati ridotti a brandelli e sparpagliati per la steppa ucraina.

A marzo 2022, nello spazio aereo ucraino vigeva una situazione che faceva venire i brividi ai teorici militari.
Non la capivano, nonostante decennali carriere, e studi e corsi e incarichi internazionali e di comando: in Ucraina, nessuna delle due parti poteva usare l'arma aerea senza che i suoi costosi giocattoli si trasformassero in rottami fumanti, ma nessuna delle due parti aveva effettivamente perso.
Era una situazione di reciproca e mutuale negazione.

Nonostante fosse in possesso di più aerei e più sofisticati, l' Aeronautica russa ha trovato i cieli ucraini accoglienti quanto un raduno di porcospini.
A loro volta, i piloti ucraini hanno scoperto che alle difese aeree russe non importava nulla della loro nobile causa e che sarebbero stati spazzati via volentieri.

Ma ecco il punto: la guerra non si è fermata.
La potenza aerea contava ancora, ma il piccolo e grazioso modello binario "superiorità aerea o negazione aerea", scegline uno, si era frantumato in qualcosa che i manuali di dottrina non avevano mai previsto, perché chi li ha scritti non ha immaginato che sarebbe potuta andare diversamente.
Si vince così, dicevano e spiegavano.
Costoro ancora non si capacitano di non avere immaginato, capito, realizzato, che in guerra i dogmi di fede non funzionano.
Molti di questi ancora insistono, difendendo l'indifendibile e continuando a propugnare assurdità che l'evidenza dei fatti ha da tempo clamorosamente smentito.

Facciamo un salto in avanti di quattro anni, e scopriamo che una straordinaria mole di ricerche accademiche dice che "IN REALTÀ, vi sbagliavate di grosso", riferendosi alla teoria occidentale "sulla potenza aerea".
E' un fenomeno epocale, che non accadeva da quando un genio ha pensato che per gli USA la guerra del Vietnam sarebbe stata facile.

Ricercatori di ogni tipo, da ogni parte del mondo, hanno documentato non solo lezioni tattiche, ma un cambiamento di paradigma fondamentale.
Non generali in pantofole o esperti autodichiarati, ma studiosi, persone che raccolgono dati, li analizzano, li mettono a sistema, determinano cause e effetti e alla fine spiegano cosa è successo e perchè.
Questi studiosi hanno dimostrato che tutto ciò che gli strateghi occidentali avevano prodotto in qualche decennio si basava sull'esperienza di contingenti militari occidentali che combattevano contro "organizzazioni" che non potevano reagire in misura e con mezzi comparabili.

Questa mole di ricerca mostra una realtà diversa: benvenuti in una nuova era, in cui il dominio aereo è l'eccezione, farsi prendere a calci è la normalità e le dimensioni economiche della guerra sono nuovamente preponderanti, come se fosse il 1945 e qualcuno si fosse dimenticato di dirlo.

La Russia che ha fatto un casino è una lezione magistrale su come credere alla propria propaganda.

Per capire perché la potenza aerea russa si è schiantata e bruciata in Ucraina, dobbiamo iniziare dalla Siria, dove dal 2015 al 2022 le Forze Aerospaziali Russe (VKS) hanno condotto operazioni che gli analisti occidentali hanno osservato e hanno detto "wow, si sono davvero modernizzate".
Nessuno di loro ha fatto caso che, incapace di affrontare e sconfiggere in combattimento terrestre i militanti siriani, la Russia ha preso a radere al suolo le città siriane a colpi di bombardamenti aerei: è praticamente l'unica cosa che ha fatto.
Chiara indicazione che ciò sarebbe avvenuto era stata data dalle gigantesche "esercitazioni anti-terrorismo" russe, nel corso delle quali immaginarie organizzazioni terroristiche venivano affrontate da divisioni di carri armati, dal fuoco di intere brigate di artiglieria e bombardamenti a tappeto da parte della Aviazione strategica russa.
Contemporaneamente, i contingenti militari occidentali combattevano porta a porta nei villaggi afghani.
Quello era il vero anti-terrorismo e quello era l'unico modo per farlo.

Nessuno lo ha spiegato alla Russia e se gli è stato spiegato, non l'ha capito e/o se ne è fregata, così la Russia ha applicato alla Siria il suo, di metodo.
Gli ispiratori della politica della Difesa occidentale e della dottrina NATO non devono averci fatto caso.

La ricerca di Karsten Marrup ha rivelato che si trattava di un'illusione di livello militare: in Siria, la Russia combatteva contro un avversario praticamente privo di difesa aerea, a parte i missili a spalla che non potevano raggiungere altezze o distanze eccessive.
Il VKS stava conducendo quelle che i militari occidentali chiamano educatamente "operazioni in ambiente permissivo", che tradotto in termini popolari significa "picchiare qualcuno che non può reagire", mentre i nostri prodi erano convinti che la Russia stesse dimostrando di essere una moderna potenza aerea, capace di operare "fuori casa".

Non si trattava solo di eccessiva sicurezza da parte dei russi: era una questione istituzionale.
Proprio nei loro documenti di pianificazione, che i nostri prodi devono avere dimenticato di leggere, la dottrina militare russa è "caratterizzata dalla negazione reciproca": la Russia accetta fin dall'inizio che la superiorità aerea contro chiunque sia attrezzato e competente è fondamentalmente impossibile.
Attenzione!
Questo ci dice che gli strateghi occidentali non conoscono la dottrina dell'unico avversario che hanno.
Gli devono piacere le sorprese.
Quindi, invece di sviluppare modi per raggiungere effettivamente il dominio aereo, la dottrina russa ha semplicemente scrollato le spalle e si è concentrata sulla difesa aerea a terra e sul supporto aereo ravvicinato.

Pensateci sopra un attimo: i russi hanno costruito la loro intera aeronautica militare partendo dal presupposto che non avrebbero mai controllato lo spazio aereo nemico.
È come un pugile la cui strategia è "Probabilmente non posso colpire questo tizio, quindi mi limiterò a lavorare sulla mia difesa"...

Per la Russia le conseguenze sono state catastrofiche.
Quando, nel febbraio 2022, le Forze Armate russe hanno lanciato la loro "operazione militare speciale", ovvero una campagna di crimini di guerra concepita da un reparto marketing, hanno eseguito quelle che gli analisti seri descrivono come operazioni "troppo scadenti per una guerra di spedizione".
Nonostante tutta la propaganda sugli "armamenti supermoderni", i velivoli VKS mancavano di adeguate capacità di rilevamento e fuoco oltre il raggio visivo, di sistemi di guerra elettronica decenti e sistemi di puntamento di precisione.
Pensando di essere pronti a sostenere combattimenti veri, i russi hanno applicato all'Ucraina i metodi impiegati in Siria...
La dottrina russa è incappata nel disastro del SEAD.
La cosa si fa interessante nel libro intitolato "The Air War in Ukraine: The First Year of Conflict", in cui Dag Henriksen e Justin Bronk hanno risposto alla domanda che un recensore dell'Air University definisce "la domanda più importante": perché la potenza aerea russa, con ogni vantaggio sulla carta, non è riuscita a raggiungere la superiorità aerea contro l'Ucraina?

La risposta è SEAD, ovvero Soppressione delle Difese Aeree Nemiche, che è l'arte di far saltare in aria i missili terra-aria, i radar e i posti di comando nemici in modo che i propri aerei possano volare senza essere abbattuti.
Gli Stati Uniti lo fanno con efficacia devastante fin da Desert Storm.
La formula è consolidata: preparazione dell'intelligence, attacchi coordinati, guerra elettronica, missili anti-radiazioni che vanno a caccia di radar, bombe di precisione su siti noti e azioni di follow-up per assicurarsi che nulla possa sfuggire al trattamento.
In Ucraina, la Russia non ha tentato assolutamente nulla di tutto ciò.

L'analisi pubblicata da Kurt Simmill, documenta che le Forze Armate russe "non erano preparate dottrinalmente a condurre una campagna SEAD in stile occidentale".
Nei primi giorni hanno colpito alcuni aeroporti ucraini, siti SAM e radar, hanno ottenuto alcune vittorie iniziali contro obiettivi immobili, e poi, una volta che gli ucraini hanno iniziato a muoversi effettivamente e a spegnere i radar quando non li utilizzavano, l'efficacia della SEAD russa è scesa approssimativamente a zero.
Gli attacchi aerei russi sono stati "mal pianificati, privi della scala e della concentrazione di forza necessarie".
L'operazione Desert Storm ha coinvolto oltre 2000 aerei della coalizione che hanno colpito l'Iraq in successive ondate coordinate.
La Russia non è riuscita a organizzare una vera e propria campagna aerea con una pianificazione che richiedeva di considerare simultaneamente "spazio e tempo".

Nell'autunno del 2022, l'Aeronautica Militare russa ha praticamente detto "fanculo" e ha rinunciato completamente al SEAD, accettando che le difese aeree ucraine sarebbero sopravvissute e limitandosi a lanciare missili da lontano: ha gettato la spugna, diventando un comprimario nello spettacolo in cui avrebbe dovuto essere protagonista.

L'incompetenza russa ha incontrato la preparazione ucraina, che è sopravvissuta.
Il successo ucraino non è stato magico, non è stato casuale, nè improvvisato: la ricerca di Simmill mostra che, a febbraio 2022, l'Ucraina disponeva di un sistema di difesa aerea "ampio e parzialmente modernizzato", portato a massima prontezza dopo otto anni di preparazione in seguito all'invasione russa del 2014, quando la Russia aveva dichiarato "non stiamo invadendo e non invaderemo".
L'assetto ucraino era completo:

- Sistemi a lungo raggio S-300 e Buk che coprivano quasi tutto lo spazio aereo orientale a quote medio-alte
- Sistemi a medio raggio che colmavano le lacune
- MANPADS (Stingers, Iglas) e artiglieria contraerea per bersagli a bassa quota
- non sono mancati casi in cui gli ucraini hanno abbattuto aeromobili russi impiegando razzi anticarro. Ripeto: anticarro.

A essere importanti sono stati mobilità, dispersione, controllo delle emissioni radio, mimetizzazione.
In sostanza, tutto ciò che rende il targeting davvero fastidioso.

Quando i missili russi hanno iniziato a volare, gli equipaggi SAM ucraini hanno fatto ciò per cui si erano addestrati per otto anni: sparare, muoversi, riposizionarsi, disattivare i radar, coordinarsi con altri sistemi per coprire le lacune.
Invece di restare immobili come bersagli in un poligono di tiro, le difese aeree ucraine sono diventate una rete mobile e adattabile che l'intelligence russa non poteva mappare e che gli attacchi russi non potevano eliminare.

Nel giro di poche settimane, l'Ucraina è riuscita in ciò che gli analisti occidentali non avevano immaginato, perchè lo ritenevano quasi impossibile: negare lo spazio aereo a un avversario più grande e presumibilmente migliore, pur essendo priva di sistemi di difesa aerea occidentali.
Infatti, Patriot, NASAMS e IRIS-T non sarebbero stati presenti nel teatro ucraino prima del 2023.
Quando lo sono stati, questo era in quantità simboliche.
Gli ucraini hanno interdetto il proprio spazio aereo impiegando con competenza effettiva equipaggiamento di epoca sovietica a cui è stato progressivamente aggiunto e integrato equipaggiamento occidentale.
Anche questo mix non solo non era mai stato ipotizzato, ma era considerato impossibile.
Magari perchè si tende a non volere considerare capacità e competenze di tecnici e ingegneri ucraini.

La dottrina, sia quella russa che quella occidentale, ha dimenticato di tenere conto della realtà dello spazio aereo ucraino.
Alla fine di marzo 2022, i teorici militari occidentali erano nel bel mezzo di una crisi esistenziale: lo spazio aereo ucraino si era trasformato in qualcosa che non riuscivano a comprendere, perchè smentiva ogni loro convinzione.
Né la Russia né l'Ucraina potevano usare liberamente il cielo, ma entrambe stavano ancora conducendo operazioni aeree.

Gli aerei russi operavano da distanze di sicurezza, lanciando missili e bombe dall'esterno delle zone SAM ucraine.
Gli aerei ucraini effettuavano missioni limitate, per lo più di notte, a bassa quota, giocando in difesa.
Nessuna delle due parti aveva la "superiorità aerea": quella condizione da manuale in cui "la forza avversaria è incapace di interferire efficacemente", ma nessuna delle due era stata completamente disattivata.

La dottrina tradizionale del potere aereo non aveva la minima idea di come definire la nuova situazione, perchè fino ad allora esistevano solo 2 possibili condizioni: o si aveva la superiorità aerea (che andava da "favorevole" a "suprema") o non la si aveva.
Questo modello presupponeva un confortevole spettro lineare tra questi poli, con l'obiettivo sempre di procedere verso la superiorità.

Questa dottrina è stata scritta da persone che non avevano mai sperimentato altro e che erano (sono?) prive della capacità di immaginare che potesse esistere qualcosa d'altro.

Entra ora in scena Kazunobu Sakuma, un Comandante di Squadrone della Royal Australian Air Force, che a quanto pare sa usare il cervello.
Pubblicato nel 2025, l'articolo di Sakuma "Ripensare la superiorità aerea: verso un quadro integrato per il moderno potere aereo" rappresenta il contributo teorico più significativo alla dottrina del potere aereo da quando qualcuno ha capito che bombardare cose a caso potrebbe non essere una strategia ottimale.

Sento già i commenti: ma come si permette un comandante di squadrone, per di più australiano, di potere esprimere la propria ragionata convizione?
Non siamo forse noi i "veri esperti"?
Abbiamo avuto abbondanza di esempi di quanto esperti siano gli "esperti".

Sakuma ha intuito che il controllo dello spazio aereo non ha una dimensione, ma ha due dimensioni indipendenti.
E' un modello a due parità:

- Asse 1: Controllo aereo offensivo: puoi usare lo spazio aereo?
- Asse 2: Controllo aereo difensivo: puoi impedire all'avversario di usare lo spazio aereo?

Questo crea quattro condizioni reali invece di un falso binario:

1. La tua superiorità aerea: tu voli liberamente, loro no.
Questo è ciò che l'Occidente ha sperimentato in Iraq e Afghanistan: fondamentalmente un trofeo di partecipazione alla potenza aerea per aver bombardato gente incapace di difendersi.

2. Contestata: entrambe le parti volano, entrambe perdono aerei.
Pur a costi elevati, le missioni sono ancora possibili.
Attualmente, parti dello spazio aereo ucraino corrispondono a questa descrizione.

3. Reciprocamente negata: nessuna delle due parti può gestire efficacemente risorse di alto valore: portare in volo un F-35 o un Su-35S da 150 milioni di dollari è praticamente un suicidio.
Ma ecco il punto cruciale: droni economici che costano migliaia di dollari funzionano ancora bene, perché perderli è accettabile.
Questa definizione copre la maggior parte della prima linea ucraina.

4. La loro superiorità aerea: tu sei fottuto, loro no.

La distinzione tra "conteso" e "reciprocamente negato" non è un gioco di parole accademico.
In uno spazio aereo conteso, si possono ancora rischiare aerei costosi per missioni critiche.
Se ne perderanno alcuni, ma questa è la guerra.

In uno spazio aereo reciprocamente negato, pilotare quegli aerei diventa categoricamente stupido: nessuna missione giustifica la distruzione quasi certa di una piattaforma che costa più del PIL di un piccolo Paese.
Ma lo spazio aereo non è "negato" a tutto: droni che costano 3000 dollari rimangono operativamente validi, perché, chi se ne frega se vengono perduti?

Questo cambia radicalmente ogni cosa.
Se la dottrina dice "raggiungere la superiorità aerea prima di iniziare le operazioni a terra", ma la superiorità aerea è impossibile, questo significa che le operazioni terrestri sono impossibili?
Ovviamente no: l'Ucraina sta portando avanti operazioni terrestri da quattro anni.
Ma la natura di queste operazioni cambia completamente quando il supporto aereo proviene da quadricotteri di produzione artigianale invece che da F-16 che "bruciano" 70 mila dollari all'ora.

Il modello di Sakuma impone una scomoda consapevolezza che "i soliti" non vogliono sentire: la superiorità aerea contro avversari competenti dotati di una moderna difesa aerea potrebbe essere categoricamente irraggiungibile entro i tempi che la descritta dottrina prevede.
Questo non è disfattismo: è l'espressione di un tremendo realismo.
E richiede che forse (solo forse?) le Forze Armate occidentali farebbero bene a riscrivere la dottrina basandosi su ciò che è effettivamente possibile, piuttosto che su ciò che si vorrebbe fosse possibile.

Nella dimensione economica, l'Ucraina viene mandata in bancarotta dalla matematica.
Mentre i teorici discutevano sui modelli di riferimento, gli economisti documentavano qualcosa di più semplice e terrificante: l'Ucraina stava morendo dissanguata economicamente, indipendentemente dall'efficacia delle sue difese.
Infatti, L. Borges, M. Eslami e P. Layton hanno pubblicato nel 2025 una ricerca che ha calcoli così brutali da meritare un'etichetta di avvertimento: la matematica è oscena.
In breve: l'Ucraina lancia missili intercettori Patriot PAC-3 che costano 3,8 milioni di dollari ciascuno per distruggere i droni russi "Shaheed", che costano tra i 20mila e i 50mila dollari l'uno.
Gli americani lo stanno facendo adesso con l'Iran...
Anche l'utilizzo di intercettori NASAMS "più economici", che costano 1 milione di dollari l'uno crea rapporti di costo tra 20:1 e 190:1 a favore della Russia.
Ai ritmi attuali, la sola difesa aerea ucraina contro i droni costa circa 8,4 miliardi di dollari all'anno, mentre la spesa russa per la produzione di "Shaheed" costa circa 294 milioni di dollari all'anno.

Per ogni dollaro che la Russia spende in attacco, l'Ucraina ne spende circa 30 in difesa.

Questo non è sostenibile.
Non per l'Ucraina.
Non per i suoi sostenitori occidentali.
Non lo è per nessuno, tranne che per la Russia, che ha scoperto di poter condurre una guerra economica semplicemente lanciando roba da quattro soldi contro difese costose, finché il difensore non esaurisce i fondi.

La matematica dell'attrito favorisce l'attaccante in modo così schiacciante da risultare quasi elegante nella sua crudeltà.
Incapace di vincere in aria, la Russia si è rivolta a quella che l'articolo di Borges chiama "massa sacrificabile", ovvero sopraffare le difese aeree ucraine con il volume.

I droni "Shaheed" sono droni d'attacco monouso (kamikaze), di progettazione iraniana, ora prodotti anche in Russia.
Il Paese di Sukhoy, Mikoyan, Tupolev, Beriev non è stato capace di progettare un drone monouso e ha dovuto acquistare e copiare quelli che ha sviluppato e prodotto l'Iran.
A proposito di "tecnologie avanzate", modernità e imbattibilità...

La Russia ha aumentato la produzione di "Shaheed" di 7 volte, dal 2022 al 2025.
Le versioni moderne di questo drone sono dotate di chip Nvidia per il riconoscimento delle immagini, telecamere termiche per le operazioni notturne e navigazione rinforzata contro le interferenze GPS.
Ma rimangono fondamentalmente delle molotov volanti con un cervello di transistor e circuiti integrati.

Veniamo alle bombe plananti: il programma russo UMPK prende le "bombe stupide" dell'era sovietica e le equipaggia con kit di guida da 20mila dollari.
Ecco le FAB-500 (500 kg), FAB-1500 (1500 kg), FAB-3000 (3000 kg), che vengono lanciate da aerei a 60-95 km di distanza, ben al di fuori della gittata dei missili SAM ucraini.
La Russia possiede enormi scorte di queste bombe sovietiche: convertirle in armi di precisione con kit economici crea quantità praticamente illimitate.
I paesi europei non sembrano interessati al possesso di armi simili, probabilmente qualcuno ha persino rimosse dagli arsenali le care vecchi bombe "stupide" dei bombardamenti aerei.

I missili da crociera e balistici sono costosi, ma la Russia ne ha prodotti 585 solo nel secondo trimestre del 2025.
Si tratta di più missili prodotti in tre mesi dell'intero inventario di missili che hanno alcuni paesi che non stanno combattendo una guerra.

In coordinamento, la Russia lancia per prima ondate di droni Shahed economici, costringendo le difese aeree ucraine ad accendere i radar e a "bruciare" gli intercettori, degradando la rete.
Poi, i russi lanciano missili da crociera e missili balistici, che passano attraverso le falle.
Poi arrivano le bombe plananti, che colpiscono obiettivi tattici.
Qualcuno ha una idea dell'effetto che fanno 500, 1500 o 3000 kili di esplosivo a alta capacità?
Si tratta di armi combinate per criminali di guerra attenti ai costi.

Se l'Ucraina affrontasse un solo tipo di minaccia, forse l'economia funzionerebbe.
Ma difendersi da attacchi multidimensionali coordinati richiede diversi tipi di intercettori, ognuno con il proprio collo di bottiglia produttivo.

Produzione annuale attuale (2025):

PAC-3 MSE: 600 unità
AIM-9X (NASAMS): ~1640 unità
IRIS-T: ~200 unità

Tasso di consumo: durante le fasi di attacco intensivo, l'Ucraina ne brucia centinaia al mese.
Al mese.

La produzione russa opera su mandato statale: il Governo dice "produrre più missili" e le fabbriche ne producono di più, con priorità di tempo di guerra e coordinamento centralizzato.
La produzione della NATO avviene in base a contratti in tempo di pace, con ritardi nelle consegne, insidie ​​normative e acquisti avversi al rischio che privilegiano il costo più basso rispetto alla capacità effettiva.

Come risultato otteniamo che, nel 2024, la Russia ha prodotto munizioni d'artiglieria in quantità superiori a quelle dell'intera alleanza NATO.

A causa delle regole e dei principi nella produzione in beni militari essenziali che lei stessa si è data, con un PIL complessivo di oltre 45mila miliardi di dollari, la NATO, non riesce a superare nella produzione la Russia, che ha un PIL di circa 2mila miliardi di dollari.
Il problema non è la capacità, ma la disfunzione istituzionale mascherata da "processo in corso".
Troppi "incontri a alto livello" che non danno risultati?
Il protagonismo di chi vuole comunque metterci una pezza, pur se privo di competenze, ma con un grado da far valere?
"Ci incontriamo, ce ne stiamo occupando!".
Attenzione: questa è una caratteristica dell'ambiente militare europeo, perche le industrie europee operano con metodi di progettazione, appalto, produzione e consegna diversi.
L'Europa è un gigante economico e non lo sarebbe se l'economia europea seguisse le regole che i militari si sono dati.
L'Europa produce ciò che deve nel modo più efficiente possibile, al migliore costo posssibile e lo consegna nel più breve tempo possibile.
Se non fosse così, stante la concorrenza di chi ha costi di produzione più bassi, l'Europa non sarebbe un gigante economico.

I dati ucraini di aprile-maggio 2025 confermano il calo dei tassi di intercettazione durante gli attacchi di saturazione.
Questo è determinato da 3 fattori:

1. Esaurimento: le scorte di intercettori si esauriscono più velocemente di quanto la produzione occidentale le ri-costituisca,
2. Adattamento russo: esche, manovre terminali e rotte di volo irregolari riducono la probabilità di colpire,
3. Sovraccarico del sistema: quando decine di minacce arrivano simultaneamente, la matematica garantisce che alcune di esse riescano a passare.

Un'analisi croata documenta che, in determinate fasi, la difesa aerea ucraina ha colpito solo il 21% dei missili da crociera.
Questo non perché i sistemi abbiano fallito, ma perché essa è stata sopraffatta dai numeri.
E' una spirale mortale: tassi di intercettazione in calo → più armi colpiscono i bersagli → più infrastrutture distrutte → capacità economica più degradata → impossibilità di acquistare intercettori → ulteriore calo dei tassi di intercettazione → ripetizione fino al collasso della difesa.

È una guerra di logoramento risolta con un foglio di calcolo.

Gli ucraini erano e sono consapevoli di questo.
In Ucraina è nata quindi una serie di sistemi di guerra elettronica in grado di disturbare il corretto funzionamento dei droni russi.
Soprattutto, come in precedenza è nata la produzione diffusa dei droni in versione "attacco", è stata avviato lo studio e poi è stata avviata la produzione di droni intercettori.
Ciò a portato in fretta a superare i precedenti tassi di abbattimento, a frazioni del costo dei droni d'attacco russi, tanto che istruttori e droni ucraini sono ora presenti in alcuni paesi del Golfo Persico, per creare sul posto sistemi di intercettazione e abbattimento dei droni iraniani.
Coloro le cui capacità militari e tecniche non si volevano ammettere prima dell'invasione russa e che si erano così frettolosamente voluti per principio dare per sconfitti sono diventati gli unici al mondo a sapere "come si fa".
Bizzarrie del destino...

L'innovazione ucraina dimostra tuttavia che gli ingegneri delle officine hanno battuto gli appaltatori della difesa di tipo tradizionale.
In effetti, l'Ucraina è il laboratorio più prezioso e esteso al Mondo: mentre le istituzioni della difesa occidentali discutono su tempi di approvvigionamento misurati in anni, l'Ucraina schiera armi progettate in settimane da persone che lavoravano in officine, laboratori universitari, organizzazioni di volontariato e vere officine civili.
V. Rieznik, S. Sydorov e K. Tatarenko hanno documentato come l'Ucraina è diventata il laboratorio mondiale in tempo reale per la guerra con i droni.
Non si tratta di una metafora, ma di un vero e proprio laboratorio dove gli esperimenti vengono condotti sotto il fuoco nemico e i fallimenti si misurano in numero di cadaveri.

Per esempio, i droni con visuale in prima persona (FPV) sono nati da hobbisti civili, persone che per divertimento facevano gare di abilità con minuscoli quadricotteri indossando visori.
L'Ucraina ha preso quella tecnologia e l'ha trasformata in un'arma, ottenendo vantaggi tattici asimmetrici che stanno facendo impazzire gli appaltatori della difesa.

I costi sono osceni:

- Costo: 300-3000 dollari per unità
- Tempo di produzione: giorni
- Ciclo di sviluppo: settimane
- Modifica dei requisiti a modello approvato: giorni
- Catena di approvvigionamento: fornitori hobbisti globali, che bypassano completamente gli appalti per la difesa tradizionale.

L'Ucraina distribuisce oltre 50mila droni FPV al mese, con piani per 4 milioni di droni all'anno.
Questi funzionano come munizioni a guida di precisione a una frazione dei costi tradizionali: l'80% in meno rispetto all'artiglieria.
Un adolescente di Kyiv può assemblare un'arma d'attacco di precisione nel suo appartamento utilizzando componenti comprati su Amazon e AliExpress, che esegue missioni che negli eserciti tradizionali richiedono sistemi multimilionari.
In alcuni paesi NATO questo è concettualmente impossibile, perchè per sviluppare un arma ci vogliono requisiti, studi, test, trattative, accordi politici e militari bi-partisan, gare di appalto, certificazioni e ogni altra stupidaggine.
C'è anche chi litiga anche per decidere "a chi competono", perchè volano... Per oggetti che, in effetti, sono "materiale di consumo": expendables.
Bombe a mano volanti.
Le tempistiche di acquisizione tradizionale: definizione dei requisiti, gara d'appalto, sviluppo, test, valutazione, produzione, etc., richiedono dai 5 ai 15 anni.
Il risultato sarebbe la produzione DOPO ANNI di sistemi standardizzati da parte di importanti appaltatori che non hanno mai combattuto e che non hanno nemmeno idea di cosa stanno facendo.

In Ucraina avviene quello che i ricercatori chiamano "Mille fiori che sbocciano": i droni di impiego tattico vengono prodotti da centinaia di piccole startup, volontari, laboratori universitari, singoli individui, secondo criteri di zero centralizzazione e zero standardizzazione, con rapido, se non rapidissimo, adattamento al feedback sul campo di battaglia.
Questo è in netto contrasto con le "industrie della difesa lente e burocratiche", che producono in tempi biblici equipaggiamenti costosissimi, che quando sono pronti a entrare in produzione sono già vecchi.

Si tratta di un "ciclo OODA" (Osservare, Orientare, Decidere, Agire) sotto steroidi: le unità di droni ucraine analizzano cosa ha funzionato, cosa ha fallito, come i russi hanno reagito, quali modifiche progettuali hanno superato le difese.
Le lezioni apprese vengono immediatamente trasmesse alla produzione e attuate in pochi giorni o settimane.

Quando la Russia implementa nuovi sistemi di disturbo elettronico, i progettisti ucraini studiano e implementano contromisure e aggiornano i droni sul campo più velocemente di quanto i russi possano adattarsi.
È una guerra evolutiva compressa, in tempi che i metodi di acquisizione tradizionali non possono eguagliare.
Questo è ciò che accade quando la pressione selettiva è "se il tuo prodotto non funziona, i tuoi clienti muoiono" invece di "resoconti trimestrali sugli utili".

L'Ucraina sta spingendo la produzione nazionale di componenti per ridurre la dipendenza dalle forniture cinesi per parti e componenti di droni.
I risultati sono che:

- i sistemi di controllo del volo della azienda ucraina "Wild Hornets" sono il 12% più economici di quelli cinesi,
- l'azienda ucraina 3DTech Bobine produce bobine in fibra ottica per droni con un raggio d'azione di 10-20 km,
- il team ucraino VGI-9 ha sviluppato un sistema di puntamento che funziona in condizioni di guerra elettronica pesante.

La localizzazione garantisce sicurezza dell'approvvigionamento, controllo di qualità, riduzione dei costi e, soprattutto, controllo diretto.
Questo consente modifiche di progettazione misurate in giorni, non mesi.

I droni in fibra ottica sono una soluzione non disturbabile, una innovazione tattica significativa: una risposta alla guerra elettronica russa.
La Russia ha schierato sofisticati sistemi di guerra elettronica lungo il fronte, creando "zone morte" dove i droni radiocomandati venivano disturbati e non potevano operare.
Inviare i comandi lungo un cavo fisico in fibra ottica non è disturbabile.
Le unità ucraine hanno catturato droni russi a fibra ottica, li hanno sottoposti a reverse engineering per mesi e ora schierano versioni ucraine con gittata di 10-20 km, completamente immuni alla guerra elettronica.
Un tempo considerata troppo complessa, la tecnologia dei cavi a bobina è stata perfezionata per ottenere prestazioni costanti, rappresentando un salto di qualità nello spettro elettromagnetico conteso.

Mentre l'acquisizione del Pentagono e di qualunque altra organizzazione di acquisizione militare occidentale richiede 15 anni per mettere in campo una nuova radio, in pochi mesi l'Ucraina ha sottoposto a reverse engineering e schierato droni a prova di interferenze: questa è la differenza tra l'innovazione sotto attacco e l'innovazione per commissione.

L'attacco è una difesa migliore, perchè anche solo subire colpi è insostenibile.
Nel 2024, la leadership ucraina si è trovata di fronte alla realtà: anche con intercettazioni tattiche riuscite, la matematica strategica della difesa pura garantiva la sconfitta finale.

L'analisi di Kurt Simmill documenta questo fulcro dottrinale ucraino: gli attacchi offensivi sono essenziali per la difesa aerea e missilistica.
Ecco spiegato il concetto di "eliminarli prima del lancio": mentre nella difesa aerea tradizionale si tenta di intercettare le minacce dopo che queste sono state lanciate, distruggendo il missile/drone in arrivo prima che esso colpisca il suo obiettivo, l'Ucraina è stata pioniera nel colpire le minacce prima del lancio, attuando attacchi su larga scala sul territorio russo.
Questo risolve la crisi di costo-efficacia descritta poco fa.

Come?

- ATACMS: missili con gittata di 300 km che colpiscono basi aeree, centri logistici e di comando
- Storm Shadow/SCALP: missili da crociera con gittata di oltre 250 km che distruggono depositi di munizioni e depositi di carburante
- Droni ucraini a lungo raggio: volano anche oltre i 1000 km, raggiungendo raffinerie di petrolio, stabilimenti aeronautici e strutture militari-industriali

Espansione del set di obiettivi:

- Raffinerie di petrolio che producono carburante per aerei - Stabilimenti di esplosivi e munizioni
- Basi aeree che ospitano bombardieri
- Depositi di carburante per aerei
- Impianti di assemblaggio di missili
- Impianti di costruzione e manutenzione aeronautica.

La logica è semplice: "Distruggere le infrastrutture di rifornimento e le basi aeree russe, o i loro aerei prima del lancio, riduce la minaccia russa in modo molto più significativo e efficace che distruggere semplicemente droni e missili una volta in volo".
È più economico far esplodere l'aereo a terra che abbattere ciò che esso potrebbe lanciare una volta in volo.
Si tratta di una logica da asilo, che per qualche motivo ha richiesto una guerra per essere riscoperta, ma forse in occidente ancora non ci se ne vuole rendere conto.

E' una fondamentale nuova definizione del concetto di Difesa Aerea:

- Vecchia dottrina: difesa aerea = intercettazione delle minacce in arrivo
- Nuova dottrina: difesa aerea = intercettazione + attacchi offensivi contro piattaforme di lancio e infrastrutture di supporto

Il termine adatto è Difesa Aerea e Missilistica Integrata (IAMD: Integrated Aerial and Missile Defence).
L'Ucraina l'ha convalidata nelle condizioni più difficili immaginabili: combattimenti reali in cui il fallimento significa fare bruciare le città.

Le raccomandazioni di Simmill alle Forze Armate occidentali:

1. Prepararsi a ricevere cattive notizie: nessuna difesa è perfetta.
Costruire una difesa civile, ridondante, dispersa, resiliente.
Accettare che alcune minacce possano passare.

2. Passare all'offensiva: l'IAMD richiede capacità di attacco mirate a piattaforme di lancio, basi, infrastrutture.
La difesa pura è economicamente suicida e garantisce di essere colpiti e subire danni.

3. Deterrenza attraverso la minaccia: se la Russia sa che gli attacchi ucraini distruggeranno le basi aeree ogni volta che queste saranno usate le bombe plananti, il calcolo costi-benefici cambia.
Rendere costoso l'attacco portato dal nemico.

Il Center for Strategic and Budgetary Assessments osserva che l'IAMD offensivo dell'Ucraina "rappresenta l'evoluzione più significativa nella dottrina della difesa aerea dall'invenzione dei missili SAM negli anni '60".

Sessant'anni di dottrina sono stati rovesciati da persone che non avevano altra scelta che innovare o morire.
Le lezioni dell'Ucraina sono applicabili altrove o sono esclusive di questa particolare condizione di caos?

La RAND Corporation - Mark Hvizda, Bryan Frederick, Alexandra Laufer, A.T. Evans - ha affrontato questo aspetto nel suo rapporto del 2025 "Dispersed, Disguised, and Degradable".
La valutazione di RAND non riguarda solo l'Ucraina, ma qualsiasi Paese, ha applicazione universale, concludendo che in qualsiasi conflitto tra pari la superiorità aerea è irraggiungibile contro la moderna difesa aerea, creando "sfide più impegnative che probabilmente metteranno a dura prova i futuri aggressori".

RAND ha identificato otto tendenze di più ampia applicabilità:

- I droni sono centrali: UAV e USV cambiano radicalmente tutto
- Trasparenza sul campo di battaglia: satelliti e sensori commerciali creano una sorveglianza pressoché totale e eliminano la sorpresa
- Il moderno IADS nega con successo lo spazio aereo a forze numericamente superiori
- Spendibilità richiesta: un conflitto prolungato richiede piattaforme economiche che generano attrito: aerei da 150 milioni di dollari non possono sostenere perdite
- Spazio commerciale: i satelliti commerciali forniscono capacità di livello militare a una frazione dei costi dei satelliti militari
- Guerra di logoramento: l'incapacità di raggiungere la superiorità aerea crea una macinazione in stile Prima Guerra Mondiale
- Questione SEAD (Soppressione delle Difese Aeree Nemiche): i fallimenti in questo ambito hanno conseguenze strategiche
- Aggressione delle infrastrutture: quando la superiorità aerea fallisce, gli aggressori prendono di mira le infrastrutture civili

In uno scenario NATO-Russia, se la NATO si trovasse ad affrontare l'IADS russo (probabilmente potenziato con sensori/munizioni cinesi), raggiungere la superiorità aerea potrebbe richiedere:

- Campagne SEAD estese (settimane, non giorni)
- Perdite di aerei significativamente più elevate rispetto all'esperienza del dopo Guerra Fredda
- Ampio utilizzo di armi da fuoco a distanza e riduzione del tasso di sortite
- Maggiore affidamento su attacchi terrestri e operazioni multi-dominio.

In uno scenario USA-Cina sarebbe peggio, perchè le capacità IADS cinesi superano significativamente i sistemi russi:

- Sensori più sofisticati
- Reti meglio integrate
- Maggiori scorte di missili
- C4ISR superiore
- Aerei da combattimento più avanzati

Chi è il genio che ha stabilito la decadenza dell'artiglieria terrestre, che sarebbe stata sostituita da missili e razzi aviolanciati?
Incidentalmente, se fosse davvero dato seguito a questo principio, ci dovrebbe essere abbondanza di caccia-bombardieri e di minaccie aeree, in Occidente, giusto?
Chi ha detto oops!?

In uno scenario taiwanese, la superiorità aerea potrebbe essere categoricamente irraggiungibile entro tempistiche importanti.
Se Taiwan avesse bisogno dell'intervento degli Stati Uniti entro 72 ore, ma per raggiungere la superiorità aerea sono necessarie 3 settimane di SEAD, il problema diventa irrisolvibile solo con la potenza aerea.
Qualcuno ci sta pensando o dobbiamo dare per scontato che Taiwan dovrà tentare di cavarsela da sola?

RAND raccomanda di ripensare tutto:

- Accettare lo spazio aereo conteso: la dottrina deve tenere conto di periodi prolungati senza superiorità
- Investire in materiali di consumo: non si possono rischiare beni di alto valore in ambienti proibiti
- Ampliare l'attacco a distanza: armi a lungo raggio consentono effetti senza penetrare gli IADS
- Integrazione interdominio: attacchi terrestri, informatici, spaziali e di guerra elettronica devono compensare la riduzione della potenza aerea
- Trasformazione industriale: il conflitto tra pari richiede una capacità produttiva di ordini di grandezza superiori ai livelli attuali.
"Ordini di grandezza superiori" significa tanto, ma tanto di più.

E' per questo ultimo aspetto che la situazione occidentale/europea si fa davvero deprimente, perchè, solo per la dimensione industriale, ci si rende conto che l'economia non permette di produrre abbastanza proiettili.
Una ricerca di ECONSTOR e Carnegie rivela una tragedia numerica: la capacità industriale della difesa europea non può sostenere un conflitto ad alta intensità ai ritmi di consumo dell'Ucraina.

L'industria della difesa ucraina può produrre 20 miliardi di dollari all'anno.
Il Governo ucraino può permettersi di spendere in armamenti 6 miliardi di dollari l'anno.
Gli aiuti occidentali arrivano in modo episodico, senza ispirare agli investimenti privati ​​un segnale duraturo nell'espansione della capacità produttiva, che rimane sottoutilizzata a causa di vincoli finanziari.
Semplicemente perchè la produzione occidentale rimane vincolata ai modelli del tempo di pace, che comunque non sono adatti ai tempi correnti.

Quello tedesco è un caso di studio sulla discrepanza di scala.
La Germania ha annunciato ordini per 6000 droni a lungo raggio per l'Ucraina: sembra impressionante.
L'Ucraina impiega 50.
000 droni FPV al mese.
L'ordine della Germania rappresenta 3,6 giorni di consumo tattico ucraino e si tratta di sistemi più grandi e sofisticati, non di droni FPV.

La produzione europea ragiona in migliaia di pezzi, quando l'Ucraina ha bisogno di milioni di pezzi.
Le tempistiche europee si misurano in trimestri, quelle ucraine in settimane.
La discrepanza di scala rivela la profondità del problema, non si tratta di un divario: è un fottuto abisso.
Attenzione!
Il discorso non è ucrainocentrico!
Fatto è che sta accadendo adesso all'Ucraina.
Non accadesse all'Ucraina, certamente starebbe accadendo ai Paesi Baltici, alla Polonia, alla Romania...
Più di uno personaggio russo importante lo ha promesso!
Credo sia superfluo ricordare che i paesi della NATO sono nostri alleati e abbiamo il dovere legale e morale di partecipare alla loro difesa come se fosse la nostra difesa.

Qualcuno suggerisce quindi di convertire l'industria automobilistica alla produzione militare come è accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nella realtà ciò è molto più difficile dell'esperienza degli anni '40, perchè nel 2026 gli impianti di produzione automobilistica hanno:

- Catene di fornitura just-in-time con scorte minime
- Attrezzature specializzate difficilmente riutilizzabili/convertibili
- Norme complesse e difficili da aggirare
- Approvvigionamento globale vulnerabile alle interruzioni

Convertire uno stabilimento BMW alla produzione di proiettili di artiglieria non è impossibile, ma è molto più difficile di quanto fosse convertire uno stabilimento Ford degli anni '40 alla produzione di bombardieri B-24.
L'efficienza dell'industria moderna deriva dalla specializzazione, la stessa caratteristica che la rende poco flessibile.
Nella sua arretratezza, la Russia ha un vantaggio strutturale: vince l'economia pianificata.

Approvvigionamenti occidentali: modelli in tempo di pace:

- Cicli pluriennali
- Regolamentazioni complesse (inutilmente complesse?)
- Appalti avversi al rischio
- Capacità di modifica limitata

Approvvigionamenti russi: economia pianificata in tempo di guerra:

- Mandati statali con forza di legge
- Assegnazione centralizzata
- Approvazioni semplificate
- Capacità di modifica decisa dallo Stato

Risultato: la Russia ha prodotto più munizioni d'artiglieria dell'intera NATO nel 2024.

La NATO, con un PIL di 45mila miliardi di dollari, non può produrre più della Russia (2mila miliardi di dollari di PIL) in beni militari essenziali di base.
Il problema non è tecnico: è una disfunzione istituzionale.
Il caso degli intercettori di droni risponde a leggi matematiche, che non si curano dei sentimenti:

Produzione occidentale attuale (annuale, 2025):

- Patriot PAC-3: 600 unità
- AIM-9X: ~1.
644 unità
- IRIS-T: ~200 unità

Produzione russa (solo secondo trimestre 2025):

- Missili: 585 unità
- Droni: diverse migliaia

La Russia ha prodotto in tre mesi quasi tanti missili quanti Patriot gli Stati Uniti producono in un anno.
E i missili russi costano da 1 a 3 milioni di dollari, mentre i Patriot costano 3,8 milioni di dollari, senza che questa differenza di costo dia un vantaggio alla Difesa.

Il modello danese: pensare davvero

Quello danese è un approccio innovativo: approvvigionamento diretto dai produttori ucraini.
La Danimarca è stata pioniera nell'appaltare direttamente alle aziende ucraine anziché spedire in Ucraina sistemi occidentali, ottenendo alcuni immediati vantaggi:

- Capacità immediata (nessun ritardo nella spedizione)
- Sviluppo industriale (sostiene la capacità produttiva ucraina)
- Economia (costi di manodopera/produzione ucraini inferiori)
- Trasferimento di conoscenze (a vantaggio della sicurezza europea a lungo termine)

La Germania ha seguito, ordinando 200 obici Bohdan prodotti in Ucraina, che integra caratteristiche che nessun sistema occidentale possiede, semplicemente perché è stato progettato da ingegneri ucraini che hanno combattuto e partecipato al suo impiego reale.

Quello di acquistare armamenti sviluppati e prodotti in Ucraina è un modello in espansione tra i partner europei, anche se incontra "resistenze locali", attivate da operatori nazionali operanti in regime di monopolio maldisposti rispetto alla perdita di rendite di posizione.
Si tratta di una logica strategica: invece di spedire in Ucraina equipaggiamento occidentale concepito anche 20 o 30 anni fa e prosciugare le scorte NATO, inserire alla "coda di produzione" ucraina per le esigenze europee sistemi ucraini di progettazione recente, che incorporano l'esperienza di combattimento reale.

Sintesi: benvenuti nel nuovo incubo

Si sono dimostrate collettivamente 10 cose:

1. La superiorità aerea non è più garantita.
La dottrina del dopoguerra fredda presupponeva che le forze occidentali avrebbero raggiunto la superiorità aerea entro 48-96 ore.
La guerra in Ucraina dimostra che contro avversari competenti questa è una sciocchezza: la superiorità aerea è un obiettivo che potrebbe essere irraggiungibile.

2. La negazione reciproca è reale.
Il modello a due parità di Sakuma fornisce un quadro per comprendere lo spazio aereo conteso/reciprocamente negato come ambienti operativi praticabili piuttosto che come fallimenti.
La dottrina futura deve tenere conto delle operazioni prolungate in tali condizioni.

3. I rapporti di scambio/costi sono fondamentali.
Il successo tattico non significa nulla, se l'economia garantisce l'esaurimento.
Un'asimmetria di costi da 20:1 a 190:1 che favorisce l'attacco rispetto alla difesa è una sfida esistenziale che richiede una riforma fondamentale dell'intero pensiero su cui si basa la difesa occidentale.

4. L'attacco è una difesa essenziale.
La difesa pura è economicamente e operativamente insostenibile.
Il targeting "prima del lancio" si dimostra più efficiente dell'intercettazione in volo.
Questa è una rivoluzione dottrinale: non si tratta di "punire le intenzioni", ma imporre che "prevenire è meglio di curare".

5. La massa economica batte la squisitezza costosa.
L'era delle piattaforme "proiettili d'argento" da miliardi di dollari che ottenevano effetti decisivi attraverso la tecnologia è finita.
Grazie al volume, sistemi economici, numerosi, facilmente disponibili e economicamente sacrificabili si dimostrano decisivi dal punto di vista operativo.

6. La velocità dell'innovazione è un vantaggio sul campo di battaglia.
Con un tempo di progettazione e dispiegamento di poche settimane, il "metodo ucraino" supera l'acquisizione tradizionale che richiede anni.
Le Forze Armate che si adattano più rapidamente vincono, indipendentemente dal loro livello tecnologico iniziale.

7. La capacità industriale è una capacità strategica.
Il conflitto moderno è una guerra di produzione industriale.
La Russia che supera la NATO in produzione nonostante un PIL del 4% rivela che la struttura istituzionale conta più delle dimensioni economiche e dimostra che chi vuole fa e chi non vuole trova sempre argomenti di discussione per non fare.

8. La tecnologia commerciale consente la capacità.
I droni ucraini utilizzano quadricotteri amatoriali e chip commerciali per ottenere effetti che altrove richiedono piattaforme che richiedono investimenti di miliardi di dollari e tempi estremamente lunghi per essere sviluppati e prodotti.
La democratizzazione della tecnologia ha abbassato le barriere agli attacchi di precisione.

9. La trasparenza elimina la sorpresa.
Satelliti e sensori commerciali creano una trasparenza pressoché totale del teatro operativo.
La nebbia di guerra si è spostata sull'interpretazione e sul processo decisionale piuttosto che sull'informazione.
Immagini satellitari commerciali, probabilmente fornite da operatori occidentali, e elaborate impiegando algoritmi di intelligenza artificiale forniscono il riconoscimento automatico della apparecchiature, la loro posizione e le dinamiche di movimento delle truppe.
A differenza dell’era della Guerra Fredda, quando la ricognizione satellitare era una risorsa rara e costosa, le costellazioni satellitari odierne in orbita terrestre bassa forniscono una copertura praticamente continua e un rapido trasferimento dei dati.
Di conseguenza, diventa trasparente agli osservatori esterni anche il livello tattico: luoghi di sosta degli aeromobili, posizioni di difesa aerea, organizzazione logistica...
Tutto ciò ci costringe a riconsiderare gli approcci di base allo spiegamento delle forze: la dispersione, il camuffamento e la disinformazione stanno diventando una necessità non un’opzione e non sono più una opzione.
Questa non è una guerra come quelle che l'hanno preceduta: è qualcosa di ben più inquietante.
Si tratta di un lento e calcolato strangolamento dell'economia di guerra.
Potrebbe essere una delle evoluzioni più pericolose della guerra moderna a cui abbiamo mai assistito.

10. Il ritorno della guerra di logoramento.
Quando gli avversari sono incapaci di ottenere vantaggi decisivi attraverso manovre o tecnologia, i conflitti tra pari degenerano in conflitti di logoramento, in cui i risultati sono determinati dalla capacità industriale e dalla resistenza economica.
Si tratta di dinamiche della Prima Guerra Mondiale applicate ai livelli tecnologici del XXI secolo.
E' la fine del pasto gratis.
Il periodo successivo alla Guerra Fredda (1991-2022) è stato un'anomalia: un breve interludio in cui una potenza, gli USA, e di conseguenza la NATO, ha goduto di vantaggi così schiaccianti da rendere prevedibile e stereotipata la guerra.
La guerra in Ucraina ha segnato la fine di questo periodo, dissolvendo la certezza che definiva la pianificazione occidentale: raggiungere la superiorità aerea, stabilire il predominio dell'intelligence, sfruttare attacchi di precisione.
Il futuro appartiene a quelle Forze Armate che operano efficacemente in ambienti contesi, trasparenti e logorati, dove:

- La superiorità aerea è contestata a tempo indeterminato
- I rapporti costo-efficacia vincolano le scelte
- La capacità industriale determina la resistenza
- La velocità dell'innovazione genera vantaggi
- L'integrazione interdisciplinare compensa la negazione

E' ora possibile scegliere di seguire tre diversi percorsi.
Spoiler: probabilmente sarà scelta la strada sbagliata.
Credo di sapere quale dei paesi europei farà la scelta peggiore...

Percorso 1: negazione e incrementalismo.
Continuare gli approcci attuali con riforme modeste.
Presumere che le lezioni dell'Ucraina siano uniche e inapplicabili.
Rischio: sorpresa strategica e sconfitta quando le ipotesi si riveleranno catastroficamente errate.

Percorso 2: accettazione e adattamento.
Riprogettare radicalmente la dottrina, la struttura delle forze e le acquisizioni per ambienti contesi.
Accettare che la superiorità aerea possa essere irraggiungibile.
Trasformare la base industriale per una produzione sostenibile in situazioni di conflitto.
Rischio: enorme resistenza istituzionale e difficoltà politiche nel giustificare i costi.

Percorso 3: tecnologia e Ave Maria.
Investire in tecnologie emergenti (IA, velivoli ipersonici, energia diretta, sciami autonomi) per ripristinare vantaggi decisivi.
Rischio: tempi tecnologici misurati in decenni, mentre le minacce evolvono in settimane e mesi.

Molto probabilmente le Forze Armate occidentali perseguiranno elementi di tutti e tre, secondo il noto metodo "un colpo al cerchio, un colpo alla botte": l'incrementalismo laddove politicamente fattibile, l'adattamento selettivo da parte di comandi lungimiranti, l'investimento tecnologico come copertura (facite ammuina!)...

L'esperienza ucraina suggerisce che il Percorso 2 sia l'unico approccio praticabile, perchè il cambiamento incrementale non può affrontare le sfide sistemiche e la tecnologia da sola non può compensare l'inadeguatezza dottrinale e istituzionale.
Perchè si prende riferimento il caso ucraino?
Semplicemente perchè è il caso attualmente in essere, è contemporaneo.
E convolge la Russia, unico attore statuale che sia "ostile" all'Occidente e l'unico che ha ammonito direttamente: "i prossimi siete Voi!"

Conclusione: le lezioni scritte nel fuoco

A quattro anni di distanza, la ricerca accademica che documenta le lezioni apprese in materia di potenza aerea rappresenta la sfida empirica più significativa ai presupposti militari occidentali dai tempi del Vietnam.

Messi a sistema, la documentazione di Henriksen/Bronk del fallimento del SEAD russo, la riconcettualizzazione della superiorità aerea di Sakuma, la convalida dell'IAMD offensivo di Simmill, la devastazione del rapporto costi-benefici di Borges, la più ampia valutazione di applicabilità di RAND, la ricerca sulla capacità industriale che rivela l'inadeguatezza occidentale dipingono un quadro coerente:

- l'era post-Guerra Fredda di incontrastato dominio aereo occidentale è finita.

Non si tratta di una sconfitta, ma di riconoscere la realtà: il riconoscimento è il primo passo verso l'adattamento.

Prima che la NATO, o qualunque alleanza occidentale che si occupi della Difesa europea, debba affrontare sfide simili nella difesa del proprio territorio, l'Ucraina ha fatto a spese proprie un regalo straordinario alle Forze Armate occidentali, dimostrando completamente come sarà la guerra futura.
La domanda è se le istituzioni occidentali possiedano l'umiltà intellettuale e il coraggio istituzionale per imparare.
L'esperienza personale diretta suggerisce che no, non hanno entrambe.

Continuando a mancare la volontà di comprendere la realtà, la dottrina si scontrerà con essa.
In un conflitto futuro, ci saranno distruzioni e lutti gratuiti, perchè avverrà la sorpresa strategica e allora l'apprendimento avrà un costo misurato non in articoli accademici, ma in aerei in fiamme, scorte di intercettori esaurite e nazioni che ORA si considerano "più forti" che sventoleranno una bandiera bianca.
Ci sono pochi dubbi.

- Le forze aeree occidentali impareranno queste lezioni prima di essere costrette a viverle?
- Come reagiranno le burocrazie istituzionali alle informazioni che minacciano la loro visione del Mondo, il loro bilancio e la loro carriera?

Non trattenete il fiato.